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Durante questi nove mesi di pandemia abbiamo sentito parlare più volte di sanificazione. Giornalmente ci vengono proposti strumenti sempre nuovi per la “sanificazione fai da te”; ma quanto sono effettivamente affidabili? Come si fa a destreggiarsi tra tutti i prodotti sanificanti? Quando c’è bisogno dell’intervento di un’azienda specializzata e quando si può utilizzare il “fai da te”?
A questi e ad altri quesiti cercheremo di rispondere oggi con questo articolo, cercando di fare un po’ di chiarezza sui prodotti e sulle metodologie più appropriate per una sanificazione efficace.

La Sanificazione Ambientale nasce il 25 Gennaio del 1994 con l’emanazione della legge n. 82 “Disciplina delle attività di pulizia, di disinfezione, di disinfestazione, di derattizzazione e di sanificazione”; con questa legge vengono finalmente stabiliti quali sono i requisiti che devono possedere le aziende per potersi occupare di sanificazione, gli obblighi a cui devono adempiere e le eventuali sanzioni. Nonostante l’emanazione della legge, rimaneva ancora avvolto parzialmente nel mistero il concetto di Sanificazione. Per questo motivo, il 7 Luglio del 1997, viene pubblicato un decreto che definisce e chiarisce tale concetto, specificando inoltre la differenza con la disinfezione, la disinfestazione e la derattizzazione.
Si definiscono attività di sanificazione secondo la normativa “le attività che riguardano il complesso di procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti mediante l’attività di pulizia e/o di disinfezione e/o di disinfestazione ovvero mediante il controllo e il miglioramento delle condizioni del microclima per quanto riguarda la temperatura, l’umidità e la ventilazione ovvero per quanto riguarda l’illuminazione e il rumore

Si intuisce, quindi, che la sanificazione è un concetto molto ampio all’interno del quale sono contenuti quello della disinfezione, disinfestazione e derattizzazione, qualora necessario.

In questo periodo di pandemia, la sanificazione include spesso le attività di pulizia e di disinfezione, finalizzate all’eliminazione del virus SARS-CoV-2 responsabile del Covid-19. È opportuno agire quotidianamente con la pulizia degli ambienti, utilizzando anche il “fai da te”, mentre è necessario agire con strumenti e metodologie professionali periodicamente in ambienti frequentati assiduamente da persone esterne a questi e in ambienti in cui vi sia transitato un individuo affetto da Covid-19.

Vediamo di seguito quali sono i prodotti disinfettanti, indicati dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore della Sanità, capaci di eliminare i virus e farci vivere i nostri ambienti in totale sicurezza.

Ipoclorito di sodio
L’ipoclorito di sodio (NaClO) non è altro che la componente principale della comune candeggina. Oltre ad avere un’azione sbiancante, presenta una nota azione disinfettante. L’ipoclorito appartiene alla categoria dei “cloroderivati”, sostanze caratterizzate dalla presenza di una attività fungicida, battericida e virucida. È un composto dotato di un forte potere ossidante e tale azione viene sfruttata per favorire la denaturazione delle proteine degli agenti microbici, che induce alla loro inattivazione.

Perossido di idrogeno
Il perossido di idrogeno (H2O2) o acqua ossigenata è un composto caratterizzato dal legame ossigeno-ossigeno, noto come legame perossido, che tende a rompersi portando alla formazione di specie radicaliche che sono particolarmente reattive. Il perossido di idrogeno riesce ad essere estremamente efficace in quanto, una volta nebulizzato, presenta delle dimensioni piccolissime e riesce a diffondersi con molta facilità a livello della superficie che si intende trattare. È sicuro poiché non è un composto corrosivo ed è biocompatibile, in quanto, una volta esplicata l’azione radicalica, viene rilasciato ossigeno.

Etanolo
L’etanolo (o alcol etilico) è spesso usato come disinfettante per le superfici. Ha un’azione antimicrobica in quanto è in grado di denaturare le proteine dei microrganismi e di dissolvere i loro lipidi. Le miscele con una percentuale di etanolo pari al 70% in una soluzione acquosa sono quelle che hanno un potere antisettico migliore. Infatti, grazie all’acqua, l’alcol ha la possibilità di attraversare la parete cellulare e permettere poi la denaturazione delle proteine fino alla effettiva distruzione del microrganismo stesso.

Sali quaternari di ammonio
I Sali di ammonio quaternario posseggono un potere biocida poiché, anche in questo caso, si assiste alla formazione di specie radicaliche che a loro volta favoriscono la denaturazione delle proteine, inibizione delle normali reazioni metaboliche dei microrganismi e alterazioni sulla permeabilità cellulare. Hanno, dunque, un’azione battericida, fungicida e virucida.

Testo di Ing. Viviana Pace e Dott.ssa Federica Coco